Pratiche socratiche in senso stretto: Il dialogo socratico
Il nome “Pratiche Socratiche” che ho scelto di dare a questo spazio intende rendere anzitutto omaggio ad una di quelle pratiche che ne fa esplicito riferimento, senza per questo voler esserne l’esclusiva depositaria: il dialogo socratico nella tradizione di Nelson, Heckmann e Minna Specht.
Dare alle persone un tempo per pensare, riflettere. Prendere le mosse dalla loro esperienza in modo da mantenere intatto il contatto tra ciò che si fa e ciò che si dice, la prassi e la teoria, il vissuto e il pensato. Favorire un reciproco intendersi nello sforzo comune di avvicinarsi a una conoscenza più profonda. Ecco una prima approssimazione di ciò che accade quando si dialoga filosoficamente e socraticamente entro questa tradizione.
Pratiche socraticamente orientate/in senso lato: deliberare e pensare per immagini
La dimensione socratica è però richiesta anche da pratiche che, pur non richiamandosi al dialogare socratico, conservano alcuni elementi socratici, come nel caso della saggezza mentre si delibera o, persino, dello stesso pensare per immagini.
Nella deliberazione l’esercizio del sapere di non sapere socratico, o meglio del non pensare di sapere ciò che non si sa, si mostra nello sforzo di scoprire, discernere insieme ciò che sarebbe ragionevolmente meglio fare. E, questo, quando la scelta avviene in condizioni di incertezza, in una situazione concreta, di pluralismo valoriale. La mia funzione, infatti, è ed è stata comunque in questi casi maieutica. Mediando, facilitando, supportando e accompagnando le persone impegnate in tale processo per consolidare insieme la loro saggezza e capacità riflessiva.
Aver deliberato a lungo e coltivato il dialogo socratico mi ha poi permesso di cogliere l’elemento socratico che è presente anche quando si pensa per immagini, metaforicamente. Per quanto questa pratica possa sembrare lontana da uno stile socratico, quando esso è inteso come esercizio esclusivamente analitico o confutatorio del logos, anche qui il pensiero sa rinnovarsi, proprio perché nulla dà per scontato: il ricorso alle immagini e alle metafore diventa quindi occasione per ripensare l’acquisito cercando di ricomprenderlo meglio, in profondità in un’esperienza che è singola e di gruppo.
Non si fraintenda questo spazio: nel richiamarmi alle pratiche socratiche non intendo offrire una riflessione filologica, riflessione che avrebbe di per sé comunque un suo valore. Piuttosto, intendo dare testimonianza di prassi filosofiche in divenire che hanno trovato ispirazione e forma concreta in modalità peculiari di condurre dialoghi che hanno alle loro spalle un’esperienza in campi diversi e, nel caso del dialogo socratico e della deliberazione, in una tradizione significativa alle loro spalle.